Punteggio di rating ESG: cos’è e perché è essenziale

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22 Novembre 2023

L’acronimo ESG racchiude in sé tre termini oggi di importanza fondamentale, ossia Environment, Social e Governance. Sono proprio questi tre, infatti, gli elementi che consentono di misurare, verificare e sostenere l’impegno delle imprese o delle organizzazioni in termini di sostenibilità.

Sostanzialmente parlando di ESG si fa riferimento a una serie di standard a cui le imprese devono attenersi per analizzare l’efficacia delle loro politiche in termini di governance, di impatto ambientale e di influenza sociale. Gli stessi criteri sono, inoltre, utilizzati dagli investitori finanziari che decidono sempre più spesso di destinare risorse economiche solo dopo aver analizzato la sostenibilità del business non solo dal punto di vista del rendimento finanziario, ma anche sotto profili diversi e complementari, indispensabili sul lungo periodo.

La progettazione e la produzione dei trattorini RINO Electric rispettano elevati standard costruttivi, che sono perfettamente in linea con i criteri ESG, specialmente con quelli relativi all’ecosostenibilità del business. Il brand rappresenta una scelta smart, quindi, per tutte le imprese che decidono di adottare veicoli full-electric per favorire la loro attrattività in termini finanziari.

Gli standard ESG: quali sono e perché sono fondamentali oggi?

L’uso dell’acronimo ESG risale ormai al 2005, ma è solo nei tempi più recenti che i report e gli standard che riguardano i tre criteri trattati sono diventati sufficientemente dettagliati e precisi da consentire una vera analisi del business attraverso i criteri Environmental, Social e Governance.

Sono proprio questi tre i parametri usati per valutare la sostenibilità di qualsiasi azienda, progetto o forma di investimento.

  • Il fattore ambientale è relativo alla capacità di un’impresa di ridurre il suo impatto sull’ecosistema, applicando buone pratiche che riguardano l’uso delle risorse, la gestione dei rifiuti, l’efficientamento energetico, la riduzione delle emissioni di CO2 e l’adattamento delle scelte aziendali alle esigenze stringenti del cambiamento climatico in corso.
  • Il parametro relativo all’impatto sociale dell’impresa riguarda le relazioni che essa riesce a stabilire con le persone parte del territorio in cui opera (ad esempio, i lavoratori, i fornitori, i clienti, i partners commerciali e, più in generale, con la comunità che la ospita).
  • Il criterio governance, infine, si riferisce alla gestione dell’azienda, ai suoi principi etici, alle buone pratiche che mette in atto, ad esempio rispetto alla trasparenza delle decisioni (anche a livello fiscale), alle politiche retributive, alla lotta alla corruzione o alle politiche di rispetto delle minoranze.

Questi tre parametri di valutazione diventano sempre più essenziali in un’epoca in cui esistono trend di rischio e cambiamento di portata epocale, come il climate change, l’avanzata dell’intelligenza artificiale o le sempre più sentite prese di coscienza collettive che  rivoluzionano i sistemi di valutazione del progresso, del  profitto e dell’etica.

Da un lato sono proprio le nuove generazioni a spingere perché i capitali vengano incanalati verso progetti sempre più green, sostenibili e trasparenti. Dall’altro le imprese stesse hanno compreso il ruolo di governance responsabili nella costruzione di una vera sostenibilità di lungo periodo, che bilanci adeguatamente performance e rischi.

Lo stesso concetto è ripreso anche dagli investitori, che desiderano allocare le loro risorse su opportunità capaci di garantire successo duraturo e assicurare rendimenti competitivi (oltre che di essere perfettamente adeguate alle normative sempre più severe proprio negli ambiti considerati dagli ESG).

Fino ad oggi l’impegno sociale, ambientale e di governance delle imprese non era standardizzato, né misurabile analiticamente, ma rappresentava una libera scelta delle aziende valutata con logiche più soggettive che oggettive. Oggi, invece, è il regolamento UE 2020/852 ad aver introdotto una vera Tassonomia e ad aver identificato sei obiettivi ambientali, oltre che i criteri per valutare il concreto contributo al raggiungimento di tali traguardi.

I sei obiettivi ambientali identificati dalla commissione Europea sono:

  • mitigare gli effetti del climate change;
  • adattarsi al climate change;
  • usare in modo sostenibile l’acqua e le risorse marine e proteggerle;
  • favorire l’economia circolare,
  • ridurre gli sprechi e favorire il riciclo;
  • contenere l’inquinamento e tutelare tutti gli ecosistemi.

Per quanto riguarda i diritti sociali e la governance, la Tassonomia rileva e incorpora gli standard emanati finora dagli enti sovranazionali come ONU e OCSE.

 

Punteggi di sostenibilità e investimenti sostenibili 

L’esistenza di precisi criteri ESG consente oggi di misurare le performance a livello sociale, ambientale e di governance delle imprese ed esistono anche agenzie specializzate nell’elaborazione di punteggi di sostenibilità, che esprimono un giudizio preciso sul livello di successo in tal senso delle imprese, delle organizzazioni, dei titoli finanziari o degli strumenti di investimento collettivo.

La precisione dei parametri ESG consente anche di stilare delle vere e proprie “classifiche” delle imprese che si impegnano a ottenere risultati positivi in termini di ecosostenibilità, impatto sociale e buone pratiche di governance.

Un fattore che facilità enormemente i Sustainable and Responsible Investments (gli investimenti sostenibili), effettuati oggigiorno dopo un’analisi dei progetti che va oltre la tradizionale analisi finanziaria e include anche nuovi fattori, più capaci di fornire una prospettiva completa sulle opportunità e sui rischi. Per gli investitori, considerare i requisiti ESG rappresenta, quindi, un’ottima strategia per stanziare capitali sulle imprese che si dimostrano un’opzione davvero sostenibili e redditizie sul medio-lungo termine e capaci di produrre impatti positivi anche sull’ambiente e sulla società.

 

Il green RINO Electric 

Definire le strategie per rendere l’agricoltura sostenibile è uno dei trends più significativi della spinta alla transizione ecologica. Il settore è, infatti, in prima linea per la lotta al cambiamento climatico e per la progettazione di strade innovative per lo sviluppo. La spinta all’innovazione del brand RINO Electric si inserisce in questo contesto con una flotta di veicoli multifunzione decisamente in linea con le urgenze espresse dal climate change e dai criteri Environmental degli ESG.

Progettati per essere un supporto concreto in contesti d’uso eterogenei, i trattorini della gamma sfruttano l’energia elettrica pulita per abbattere le emissioni di carbonio in atmosfera, contribuendo con efficacia agli obiettivi di Carbon Neutrality, che sono centrali per le politiche green di tutela ambientale.

I veicoli RINO e CaRINO riducono sensibilmente l’inquinamento acustico, un’altra non sottovalutabile fonte di disturbo e causa di una potenziale diminuzione delle condizioni di benessere. I bassi costi di alimentazione e manutenzione, la solidità, la durata nel tempo e l’uso di moderne batterie agli ioni di litio da 48 V,  inoltre, li rendono un investimento estremamente efficace e un elemento decisivo per tutte le imprese del comparto che desiderano avvicinarsi alla sostenibilità e migliorare il loro rating rispetto agli stringenti standard ESG.

Per le imprese operanti nel settore dell’agricoltura, ma anche impegnate nell’hotellerie, nella gestione dei campi da golf, nel giardinaggio o nella manutenzione delle aree pubbliche, integrare veicoli full electric significa migliorare le possibilità di attrarre investimenti importanti, mirati e davvero adeguati ai loro piani di crescita.

 

ESG: un quadro di iniziative più ampio 

I parametri stabiliti dagli ESG si affiancano a un movimento ben più ampio che sta impostando una vera rivoluzione nelle scelte d’impresa e nelle governance da parte di stati e istituzioni. Ad esempio, è l’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, sottoscritto nel 2015 dall’Assemblea generale dell’ONU e dai 193 Paesi membri, a proporre i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile (anche chiamati Sustainable development goals o SDGs) e i loro 169 target.

Invece, l’Accordo di Parigi entrato in vigore nel 2016 è stato siglato dai 197 Stati membri della UNFCCC (la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) e ha definito una scelta fondamentale per il percorso ESG e per la tutela del Pianeta: contenere l’aumento della temperatura globale sotto la soglia di 2°C oltre i livelli pre-industriali, nonché limitarne l’incremento a 1,5°C.

La direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) offre poi linee guida per la rendicontazione della sostenibilità delle grandi aziende e il Green Deal europeo stabilisce che l’Europa diventi neutra a livello climatico entro il 2050. L’impresa ha una portata immensa e un forte impatto sulle imprese e, per finanziarla, l’UE ha incanalato allo scopo ingenti fondi europei e ampie quote del piano per la ripresa Next Generation EU.

Le risorse destinate all’Italia dal Next Generation Fund sono state già disponibili tra il biennio 2021 e il 2023 e un terzo delle risorse del PNRR italiano sono allocate proprio al delicato tema della transizione ecologica.

La missione di RINO Electric, progetto nato dall’esperienza Del Morino, è proprio quella di favorire la costruzione di business basati sulla responsabilità, che siano concretamente rispettosi della comunità e dell’ambiente in cui si sviluppano. Contattaci per saperne di più e inserire RINO e CaRINO nei tuoi progetti di sostenibilità!

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